n. 4 - 14 aprile 2020 - Tre pilastri e la saggezza

n. 4 - 14 aprile 2020

La saggezza e quei tre pilastri
Tra campane di paese e suonerie scaricate gratuitamente

 

Il sole è già alto e le campane segnano mezzogiorno, quando squilla il telefono.

È proprio vero che in questo periodo tutto può fare la differenza.

E mai, come prima, vecchio e nuovo possono riuscire a trovare un senso compiuto per la propria identità.

Il suono artificiale di una suoneria scaricata gratuitamente si fonde con i rintocchi, stonati per definizione, di una campana di paese e tu sei lì, un po’ stordito, a cullare i tuoi pensieri tra radici che, puntualmente, presentano il conto e idee innovative che, spesso, illudono anche il miglior sognatore

Rispondo “pronto” nello stesso istante in cui mi accorgo che, Andrea, in realtà, lo era prima di me.

Lottiamo dalla nascita per trovare un posto nel mondo e poco importa se lo facciamo per convincere nostra madre a darci il latte o per far credere alla maestra che non siamo stati noi. Non importa se lo stiamo facendo per tagliare un cordone, superare un esame o per darle un bacio, la verità è che siamo nati per combattere istante per istante. E l’unico modo per farcela è ricordarselo almeno due volte al giorno. Appena svegli e poco prima di dormire.

Tutto ha un senso solo se vogliamo attribuirglielo. E solo se, come diceva Carl Rogers, abbiamo il coraggio di accorgerci che una finestrella, in una cantina buia, può essere sufficiente a far tendere alla realizzazione anche delle patate lasciate sbadatamente in un cesto. Perché le radici prodotte dalla forza interiore, verso la propria realizzazione, germogliano in qualsiasi condizione. 

E non importa, dunque, se sei in quarantena e vedi il mondo da un oblò. Perché puoi realizzarti lo stesso.

Perché tendere alla propria finestrella è un atto d’amore e di rispetto verso se. Checché ne dica Gianni Togni.

Bene, Flavio.

Sarò breve. Voglio che tu capisca sin da subito che oggi non ti parlerò della richiesta di cassa integrazione fatta dai calciatori di serie A.

Ma ti esporrò il mio pensiero prendendo spunto dalle storie di tutte quelle Persone che, senza titoli ed un pezzo di pane tra le mani, hanno avuto la forza di realizzarsi. Potendo contare solo sulle proprie, innate, potenzialità. Quella forza oggi è la loro saggezza. E nessun virus potrà mai cancellarlo.

Perché quelli che noi, oggi, chiamiamo Saggi altro non sono che dei lottatori.

Per alcuni lottare è uno sport ma per me, che lo insegno ad atleti professionisti, non è solo questo.

Per me lottare è vita e chi viene qui, nel tempio di MILANIMAL, lo fa principalmente perché crede che le braccia per cavarsela, nelle peggiori condizioni, sono solo e sempre le proprie. E questo è tutto ciò che serve.

Già.

Cavarsela.

Sono tre i pilastri che la quarantena ha in comune con la lotta.

 

1 - Il nostro rapporto con il tempo.

La pazienza.

Lottare significa avere pazienza. Pazienza di aspettare. L’errore dell’avversario come un vaccino. Pazienza è credere nella luce che penetra dalla fessura, anche nel buio della notte. Pazienza è comprendere cosa c’entri religione, scienza e filosofia mentre i tuoi figli salutano i propri amici dalla finestra. Pazienza è accettare il dominio dell’avversario con la consapevolezza che il tuo ultimo respiro, sarà quello che lo sconfiggerà.

 

2 - Il nostro rapporto con la statistica.

La robustezza.

Una statistica si dice robusta se produce risultati inferenziali che sono relativamente insensibili a modifiche nelle assunzioni del modello statistico.

In altre parole, sei robusto quando un evento non previsto - variabile - non ti indebolisce.

Oggi la variabile in gioco è quella della “sopravvivenza” e quanto robusta sarà la nostra tempra non lo determineranno solo la struttura e l’efficienza fisica ma soprattutto le capacità intellettuali e quelle morali. La lotta, del resto, è sempre una questione di sopravvivenza. Ma in questo caso l’avversario sono solo io. E più che la forza, oggi siamo chiamati ad usare la testa.

 

3 - Il nostro rapporto con la capacità di apprendimento.

L’abilità.

Quanto sarò capace, domani, di ottenere senza eguali, ciò che desidero.

Quanto saprò tradurre sul campo l'esperienza della sofferenza per rendere migliore ogni nuova sfida.

Quanto sarò in grado di trasferire, con destrezza, accortezza e astuzia, nella realtà di tutti i giorni, questa lezione, vera, di vita privata della libertà di agire ma non di pensare.

Lottare è sempre una questione di abilità che si fondono ed integrano dal confronto nato da uno scontro. Ecco perché una sconfitta in più può sempre servire.

Rimango in silenzio.

Ogni sua parola apre in me nuove immagini, sconvolgendo ogni piano non cartesiano e lasciando che altre riflessioni possano attraversare il mio corpo senza opporvi resistenza.

Vedi.

Tutte le persone innamorate delle proprie idee non vedono l’ora di realizzarle. Ma bisogna sapere aspettare. Le idee ed i desideri hanno bisogno di tempo.

Ecco perché la pazienza nutre il desiderio.

Tutte le persone innamorate di se stesse, non vedono l’ora di dimostrare quanto valgono. Ma tu inizi a valere qualcosa quando hai smesso di guardare solo i pregi.

E ti concentri su quello che puoi solo migliorare. Ecco il perché della robustezza.

Tutte le persone innamorate della vita sanno che per quanto potrà essere dura la salita l’unico modo per arrivare in cima è fare tesoro dei propri fallimenti.

Ecco perché ogni abilità si sviluppa contro corrente.

Rimaniamo in silenzio.

Il tempo, il desiderio, la forza interiore ed ogni abilità conseguente all’esperienza dell’errore fanno di ogni essere vivente un essere migliore.

Prima di ringraziarlo per la robusta consapevolezza che lascia tra le mie mani, lascio che i miei figli possano salutare il suo Miguel.

L‘emozione di quel momento, tra l’imbarazzo, il silenzio ed i sorrisi ingenui di bambini che si conoscono per la prima volta grazie ad una video chiamata apre in me una breccia.

Ripenso alle campane di paese ed alle suoneria scaricate gratuitamente.

E sorrido. 

Saremo più forti e più saggi di prima.

Questo è certo.

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Andrea Baggio è un Maestro di Brazilian Ju Jitsu e fondatore di MILANIMAL.
Oltre ad accompagnare campioni al successo, prepara, ogni giorno, alla vita, centinaia di uomini e di donne.

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